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Email Marketing Automation: cos’è e come farlo bene

Ti piacerebbe che le comunicazioni con i tuoi clienti partissero in autonomia senza che tu debba ricordarti quando e a chi spedirle? Buone notizie! Si chiama Email Makerting Automation e quando scoprirai come funziona, non potrai più abbandonarlo.

Parliamo di Marketing Automation per riferirci a tutte quelle attività che consentono di inviare, programmare e gestire le campagne email –  promozionali, newsletter o transazionali – attraverso degli automatismi.

Il vantaggio più considerevole, però, oltre alla semplificazione e alla velocizzazione delle attività di invio, risiede nell’alto livello di personalizzazione delle email. Ogni automatismo, infatti, si basa sui dati o sul comportamento degli utenti e quindi ti permette di creare contenuti mirati e più efficaci.

L’80% di chi utilizza processi automatizzati dichiara una crescita nel numero di lead e il 77% nel numero di conversioni.

Sì, perché più il messaggio è personalizzato, più alte sono le possibilità di incontrare le esigenze o i desideri degli utenti. Inoltre, le opportunità e le combinazioni sono davvero tante: vediamole insieme.

Workflow

E’ una campagna automatica profilata sulla base di interessi, dati anagrafici e attività dei tuoi destinatari, che si attiva al verificarsi di una condizione di partenza da te scelta. Questo significa che potrai creare una serie di newsletter diverse che vengono inviate in successione scegliendo giorni, orario e intervallo tra una mail e l’altra. Ti basterà impostare le condizioni di partenza, le regole per l’invio e il gioco è fatto: attivi il workflow e la campagna partirà in automatico al verificarsi della condizione da te scelta.

Le tipologie di campagne sono diverse. Potresti scegliere di attivarne una per dare il benvenuto ai tuoi nuovi iscritti, a cui seguiranno poi delle newsletter informative, impostarne una in base alla date dell’ultimo ordine o al carrello abbandonato, oppure avviare campagne promozionali che si innescano a seconda dei clic del destinatario sui messaggi precedenti.

Nel complesso, puoi personalizzare il tuo workflow in base a un evento, alla data di iscrizione del destinatario, una condizione su un campo anagrafico o sull’appartenenza a un gruppo da te creato, e infine puoi scegliere di far partire le tue newsletter in base all’attività e all’interazione del destinatario.

Invii automatici

Sono invii di singole email che si attivano al verificarsi di determinate condizioni. Inseriamo in questo gruppo, ad esempio, le newsletter di compleanno con un coupon sconto, newsletter informative che comunicano un nuovo post sul blog aziendale, un acquisto o la registrazione a seguito della compilazione di un form.

Integrazione multi-canale

Negli ultimi tempi l’email marketing è sempre più legato ad altri canali, nell’ottica di integrarsi e intercettare il consumatore nel suo sempre più complesso customer journey. Via libera, quindi, a plug-in e sistemi ponte che collegano le piattaforme di email marketing ai siti web, ai social media e così via.

Facciamo un esempio: un utente viene incuriosito da un’inserzione sui social media, clicca, atterra su una landing page dedicata e compila un form. A quel punto, a seconda della tipologia di contenuto e degli obiettivi di business, potrai far arrivare a quell’utente un messaggio automatico o una serie di newsletter che rinforzino il ricordo del prodotto o lo incentivino a completare l’acquisto, magari con sconti dedicati e offerte a tempo.

Vuoi potenziare la tua strategia con l’email marketing automation? Contattaci per una consulenza!

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disiscrizione newsletter
Disiscrizione newsletter: come smettere di perdere contatti

Riduci il tasso di disiscrizione newsletter

Hai appena creato una newsletter da urlo: grafica perfetta e testo originale, l’hai inviata a un database abbastanza ampio… e poi pouf, un’alta percentuale di utenti ha cliccato sul link di disiscrizione. Ma come è possibile? Quel dato ti infastidisce, ti urta, non puoi fare a meno di osservarlo cercando una soluzione.

Ecco, oggi cerchiamo, prima di tutto, di capire perché molti utenti decidono di cancellarsi da una newsletter a cui si erano iscritti. Dal momento che, per analizzare l’efficacia delle tue campagne di email marketing è fondamentale tenere in considerazione i dati, il tasso di disiscrizione newsletter è sicuramente una metrica importante.

Per capire, quindi, perché le persone decidono di disiscriversi, abbiamo pensato a una checklist di 5 domande. 

1. Sei troppo invadente?

A volte non ci si pensa nemmeno, si mandano tante mail pensando di fare cosa buona e giusta. SBAGLIATO. Pensaci, anche tu sei sempre di fretta e hai poca voglia di fermarti a strizzare gli occhi sullo schermo del tuo smartphone per leggere decine di email, soprattutto dopo una giornata di lavoro. Per offrire contenuti interessanti, non serve che riempi i tuoi contatti di newsletter. 2 o 3 mail al mese sono più che sufficienti.

E non usare nemmeno un tono troppo commerciale, rischieresti di non arrivare nemmeno all’apertura e finire direttamente nello spam. Pensa a cosa può servire – o incuriosire – i tuoi contatti e crea contenuti di valore.

2. Mantieni le promesse fatte nell’oggetto?

Le persone non amano essere prese per i fondelli, nemmeno online. Per questo è importante che, se nell’oggetto scrivi “c’è un regalo per te”, effettivamente quel regalo – qualunque cosa sia – ci deve essere. Crea contenuti credibili e coerenti, è importante costruire una relazione di fiducia con i tuoi contatti, in modo da fidelizzarli nel tempo.

3. Hai pensato alla versione mobile?

Il 70% delle newsletter viene letto sullo Smartphone, quindi, occhio alla leggibilità sui dispositivi mobili! Controlla che immagini e contenuti si carichino in modo semplice e veloce.

4. Fai manutenzione del tuo database?

Controllare è sempre bene per la salute del tuo database. Molte liste hanno accumulato polvere, altre non hanno mai interagito… insomma, alcuni contatti non sono utili, anzi, a volte possono diventare dannosi perché vanno a falsificare i dati.

5. Mandi contenuti personalizzati o preferisci sparare a vista?

Se hai preparato una newsletter a tema family, non ha senso inviarla a tutto il database. Seleziona i contatti potenzialmente interessati ai quei servizi: in una parola segmenta! Perché se le persone vedono la propria casella di posta riempirsi di mail che non hanno alcuna attinenza con le loro esigenze, tenderanno a cancellarsi da quella mailing list.

Come avrai capito, il segreto per diminuire il tasso di disiscrizione è generare interesse nei tuoi contatti, in modo da invitarli a compiere un’azione o semplicemente a continuare a seguirti. Come fare? Con contenuti originali, accattivanti e che vadano ad identificare bisogni e curiosità.

Hai bisogno di supporto per le tue campagne di email marketing? Vuoi creare template originali? Scrivi al nostro team, sapremo guidarti nella definizione della strategia giusta per la tua attività!

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carrelli abbandonati
Come convertire il carrello abbandonato in vendite per il tuo e-commerce

Carrello abbandonato? Niente paura!

Spesso i clienti aggiungono tanti prodotti nel carrello, e tu stai già esultando al solo pensiero di vedere aumentare vendite e conversioni sul tuo e-commerce. Ma poi, POOF, per qualche strana e misteriosa ragione cambiano idea, escono dal sito e il carrello rimane lì, immobile, abbandonato al suo destino.

Ma esistono delle soluzioni per trasformare il carrello abbandonato in vendite per il tuo shop online. Una di queste è l’Email Marketing, che ti permette di recuperare fino al 14% di vendite perse.

Una buona strategia prevede l’invio di una mail di promemoria, dopo solo un’ora dall’abbandono del carrello. Gli utenti abbandonano il carrello per svariati motivi, dagli imprevisti, alla scelta dettata dal prezzo troppo alto o dall’indecisione.

Spesso poi, succede che si distraggono, magari sono ancora al lavoro, o qualcosa ha attirato la loro attenzione sul web, dove ogni marketer combatte con centinaia di migliaia di stimoli ogni giorno.

L’obiettivo è proprio quello di RICORDARE all’utente che cosa stava facendo, che era interessato a dei prodotti sul tuo sito e che ha lasciato l’acquisto a metà.

È molto importante creare una mail mirata e accattivante, con le immagini dei prodotti lasciati nel carrello e con un oggetto originale, che ricordi all’utente che ha dimenticato qualcosa di importante. Alcuni esempi potrebbero essere: “Il tuo carrello piange da un po’”, “Spero che tornerai a prendermi” oppure “Il tuo wi-fi è ok? Non preoccuparti, il tuo carrello è ancora qui”.

Usa un copy che abbia come obiettivo quello di convincere l’utente a tornare sui suoi passi e non perdere quell’acquisto così importante. Una strategia che puoi utilizzare è quella della scarsità. “Ultimi pezzi rimasti” o “Gli articoli che hai scelto sono limitati, torna al tuo carrello”.

In questo modo, chi pensava “sì ok, ho tempo, tornerò ad acquistarlo tra qualche giorno”, sarà più propenso a concludere l’acquisto. E’ dimostrato, infatti, che quando temiamo che qualcosa che vogliamo acquistare stia per terminare, sentiamo un maggior bisogno di assicurarcelo.

Altro fattore determinante è il TEMPISMO. Spedire la newsletter promemoria entro un’ora, aumenta la possibilità di conclusione dell’acquisto del 16%. Non è detto, però, che la prima mail funzioni, quindi preparati a creare un work flow di massimo 3 newsletter.

Per convincere l’utente ad acquistare, puoi anche offrire degli sconti, la spedizione gratis oppure dei coupon da utilizzare sui prossimi acquisti. Attenzione però, non usare subito questa strategia, ma prendila in considerazione solo nella seconda o terza mail, in modo da non perdere troppo margine sulle vendite.

Non fare email troppo lunghe – se vuoi qualche consiglio, leggi questo articolo: Email Marketing che funziona – e inserisci una CALL TO ACTION ben visibile, con colori che colpiscano lo sguardo e un copy come “torna al tuo shopping” o “recupera il tuo carrello”.

Un’altra soluzione, molto efficace, è quella di utilizzare il remarketing. Puoi raggiungere gli utenti che hanno lasciato il carrello abbandonato sia sui social media, sia sui motori di ricerca o mentre visitano altri siti web.

Il concetto è lo stesso: ricordare all’utente il carrello abbandonato e convincerlo a procedere all’acquisto. In questo modo, lo raggiungerai un po’ dappertutto, ma attenzione a non esagerare. Scegli gli strumenti giusti in base al tuo target.

Se i tuoi clienti passano molto tempo su Instagram, puoi prendere in considerazione di fare una campagna di remarketing basata solo sulle stories o sui reels, mentre se navigano molto online, puoi pensare a una campagna display su Google.

Insomma, se il tuo tasso di carrelli abbandonati aumenta, niente paura: tutto si trasforma e niente si distrugge. Scrivi al nostro team, saremo felici di aiutarti a trovare la strategia giusta per la tua attività!

 

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