Emotional Marketing: cos’è e come utilizzarlo

Proprio come dice il termine emotional, questo tipo di strategia di marketing si basa sulle emozioni, sulle sensazioni e sui ricordi, che vengono suscitati nei destinatari del messaggio offrendo loro un’esperienza che fa leva su bisogni, desideri, paure e aspettative.

Questo tipo di marketing è molto efficace ed è sempre più una costante per la maggior parte dei brand, che cercano di instaurare un legame duraturo con il proprio target. Perché è efficace? Perché, come sostenne Gerald Zaltman, il 95% degli acquisti sono fatti in maniera inconscia e solo il 5% sono mossi dal pensiero razionale.

Pensaci, quante volte fai un acquisto seguendo il cuore e quante calcolando pro e contro?

Ecco, appunto. Oggi cercheremo quindi, di capire quali siano – nel concreto – le attività con cui suscitare le emozioni nel nostro target.

Risveglia i 5 sensi

Olfatto, gusto, vista, tatto e udito: a seconda di cosa stai promuovendo, richiama almeno uno di questi sensi! Utilizza delle immagini che portino il destinatario a immaginare già come sarà la sua vacanza nel tuo hotel, scrivi copy persuasivi che raccontino il profumo dei biscotti sfornati la mattina o il sapore floreale di un calice del tuo vino più buono, utilizza la musica per richiamare un ricordo o un’immagine familiare.

Crea dei virtual tour o gioca con le storie e i reel sui social media: fai vedere il lato più quotidiano della tua attività, utilizza la musica e gli sticker del momento, crea immagini e video che permettano alla tua community di avere una finestra sempre aperta su ciò che fai. Non potrai far sentire il gusto della torta di questa mattina, ma potrai richiamarlo!

 

Richiama le emozioni

Gioia, entusiasmo, nostalgia, riscatto, orgoglio… le emozioni che possiamo provare sono infinte ed è importante raccontarle, animarle in quello che stai promuovendo, in modo da creare un legame di identificazione e bisogno.

Più i tuoi destinatari si sentiranno in empatia con le emozioni che richiami, più saranno attratti da ciò che proponi, che sia una vacanza, abbigliamento o delle torte di pasticceria.

Non aver paura di mostrare le tue emozioni: racconta cosa ti fa provare guardare un tramonto dalla finestra della tua attività o come ti fa sentire vedere i tuoi clienti felici e soddisfatti. Chiedi alla tua community che cosa ha provato assaggiando i tuoi dolci o fai far loro una scelta: due foto, una domanda et voilà, il post è fatto!

Gioca sui ricordi comuni

Chi non pensa con piacere a un pranzo della domenica dalla nonna, al profumo dei biscotti, al gusto di un ghiacciolo sulla spiaggia o al ritmo della macarena che proviene da un hotel in spiaggia? Per creare una connessione, è importante richiamare alla mente anche dei ricordi comuni: qualcosa che tutti noi ricordiamo come un momento positivo, di spensieratezza.

Qui devi giocare molto con le immagini e i suoni: ricordati che i reel possono durare anche pochi secondi e tra le tracce audio puoi spaziare davvero tantissimo, non solo tra la musica! 😉 Fai sorridere, fai ridere e fai emozionare i tuoi follower!

Crea comunità

Le persone vogliono sentirsi parte di qualcosa: non a caso una delle parole che meglio descrive la società di oggi è CONDIVIDERE. Puoi utilizzare dei contenuti interattivi, coinvolgere la tua community con piccoli contest, quiz, giochi a premi o semplici domande: soprattutto sui social media, questa è una delle tecniche più efficaci! 

Chiedi alla tua community di condividere un loro momento bello nel tuo hotel, inserisci gli sticker sondaggio, domanda o quiz nelle tue storie Instagram o pubblica un post in cui chiedi ai tuoi follower di indovinare qualcosa che è rappresentato nella foto.

Hai bisogno di qualche consiglio per la tua attività? Contatta il nostro giovane team!

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Newsletter che vendono: ecco i trend del momento
Creare newsletter è più semplice di quanto credi, ma ideare newsletter che vendono è tutta un’altra storia. Bisogna tenere in mente il target a cui vuoi parlare, fare attenzione al copy, disporre in maniera intelligente gli elementi visivi e creare delle call to action che facciano bene il proprio lavoro: invitino l’utente a cliccarci sopra.

Eppure non sempre le statistiche post-invio ti mostrano un andamento positivo, anzi spesso i tassi di apertura – e ancora di più i clic – riportano dati piuttosto scoraggianti. Perché? Vediamo di scoprirlo insieme analizzando alcuni dei principali trend del momento!

Accessibilità

Sia a livello visivo che a livello testuale, le tue newsletter devono essere – per prima cosa – accessibili. Utilizza quindi un linguaggio semplice e diretto e un design chiaro con molti spazi bianchi.

Gioca con i colori sobri, crea un elevato contrasto tra gli elementi in modo che siano ben visibili e crea dei pulsanti call to action ben riconoscibili, in modo da attirare l’attenzione dell’utente proprio lì.

Il design grafico deve essere semplice e chiaro ed evitare la confusione di tanti elementi diversi. Preferisci un’immagine con un titolo accattivante e metti in risalto gli elementi più importanti, come ad esempio un’offerta lampo, un regalo o uno sconto speciale.

Cosa fondamentale: controlla sempre che la tua newsletter sia ben ottimizzata anche per la versione mobile!

Dark Mode

Negli ultimi tempi è sempre più popolare la modalità scura sui propri dispositivi mobili: l’intera visualizzazione sullo schermo è immersa in colori scuri, perché molti utenti lo trovano più confortevole per gli occhi, specialmente se la luce nell’ambiente in cui ci si trova è piuttosto scura.

Quando crei la tua newsletter, tieni conto anche di questo e fai in modo che sia accattivane – e soprattutto ben leggibile – anche in dark mode. In modalità scura infatti, lo sfondo dell’email è visualizzato in nero o grigio scuro e il testo è colorato di bianco. Fai attenzione anche agli elementi grafici: alcuni colori potrebbero risultare fastidiosi su uno sfondo scuro.

Email Marketing Automation

L’automazione non è un nuovo trend dell’online marketing, ma piuttosto una costante che diventerà sempre più importante. L’invio precedentemente pianificato di un messaggio settimanale infatti, non è più sufficiente.

Con l’automation, il flusso di newsletter viene pensato in base al comportamento e alla reazione dell’utente ed è quindi più flessibile e adattabile alle diverse fasi del processo di acquisto dell’utente.

Come funziona? I workfow – o flussi di email – funzionano tramite trigger, ovvero le azioni degli utenti nei vari canali online: la registrazione alla newsletter, l’acquisto, il clic su una mail e tante altre azioni. Il vantaggio è proprio nella possibilità di pianificare queste newsletter, che arriveranno all’utente in tempo reale, poco dopo aver compiuto una determinata azione.

Contenuti interattivi

Le vecchie tecniche di email marketing direttamente volte all’acquisto sono ormai obsolete. L’utente deve percepire il valore di quello che gli stai proponendo, per questo è fondamentale pensare a un contenuto originale che stimoli interesse e curiosità.

Sondaggi, recensioni di altri utenti, contest e piccoli quiz sono fondamentali per attirare l’attenzione: il segreto è coinvolgere. Pensaci un attimo… quando trascorri del tempo sul tuo smartphone non vuoi seccature, magari sei alla ricerca di un po’ di svago e sicuramente essere bombardato da messaggi di brand vari che ti invitano all’acquisto ti porterebbe a disiscriverti dalla newsletter o a bloccare i vari annunci.

Manda qualche newsletter in più, ma bada bene che sia interessante. Se hai un hotel ad esempio, potresti inviare delle newsletter con le novità per la prossima stagione, dei lavori in corso, un nuovo piatto sul menu… insomma, qualsiasi cosa che coinvolga chi legge e lo faccia sentire partecipe e non un semplice utente a cui vendere qualcosa.

Integrazione multicanale

Un’altra costante dell’ultimo periodo è la comunicazione tra i diversi canali online. Basta pensare alle newsletter come a uno strumento a sé: gli utenti che leggono le tue newsletter sono gli stessi che navigano sui motori di ricerca, sui social network o sul tuo sito web.

Cerca di intercettarli in tutti questi hotspot, raccontagli la storia del tuo brand, coinvolgili e crea dei flussi di comunicazione che leghino tutti questi strumenti in uno storytelling efficace.

Un esempio? Potresti creare una campagna sui social media in cui gli utenti, per ricevere il premio/sconto/codice promo devono iscriversi e lasciare il proprio contatto email. Una volta iscritti riceveranno una prima di newsletter con lo sconto, dopo di che potrai reindirizzarli sul tuo sito web, oppure creare dei flussi di mail per tenerli costantemente aggiornati su eventi e novità della tua struttura.

Hai bisogno di qualche consiglio per la tua attività? Contatta il nostro giovane team!

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Come portare traffico sul tuo sito web

Perché investire dei soldi per portare traffico sul tuo sito web quando l’obiettivo è quello di generare conversioni?

Che siano vendite vere e proprie o richieste di prenotazione per un hotel, è vero: la conversione è sempre il traguardo. Per raggiungerlo però, è IMPORTANTISSIMO allenarsi con costanza e scegliere il percorso giusto su cui correre.

Portare traffico sul tuo sito è uno degli ostacoli che devi superare. Non temere, non serve che tu sia un atleta professionista: basta qualche segreto e il gioco è fatto.

Prima di tutto chiariamo una cosa: è RARO che un utente generi una conversione a freddo. Quello che in gergo viene chiamato lead va scaldato e accompagnato step by step, dalla conoscenza del brand fino all’acquisto. E uno dei passaggi fondamentali è sicuramente quello di portarlo a visitare il tuo sito web.

Sul sito deve poter trovare con facilità e pochi clic tutto quello che gli serve – o interessa – e proprio per questo, il tuo sito deve essere veloce, ottimizzato per il mobile e con un’ottima user experience. In questo modo il tuo brand si sarà già aggiudicato una prima impressione positiva, fondamentale per catturare l’interesse dell’utente.

Ma veniamo al punto: cosa ti viene in mente se ti chiedo come portare traffico sul tuo sito? No, non è l’advertising, troppo facile. Ci sono alcuni accorgimenti che ti aiuteranno ad aumentare il traffico, scopriamoli insieme!

  • Semplifica gli URL: scegliere un URL semplice e breve è utile per incoraggiare le persone a digitarlo nel browser.
  • Investi in brand awareness: le persone visiteranno il tuo sito direttamente da un browser solo se conoscono già il tuo marchio. Le tattiche di marketing offline e online – dai cartelloni pubblicitari, ai biglietti da visita fino ai post sui social – possono aiutare a migliorare la riconoscibilità del brand e attirare più traffico diretto.
  • Incoraggia le visite di ritorno: cerca di invogliare le persone a tornare sul tuo sito, offri degli sconti sui prossimi acquisti, regala la spedizione a chi porta dei nuovi utenti sul tuo sito oppure invitali a iscriversi alla newsletter in modo da poterli tenere sempre aggiornati.
  • Scopri quali siti portano traffico ai tuoi competitor: potresti avviare delle partnership vantaggiose con siti e portali del tuo settore.
  • Ottimizza il tuo sito web in ottica SEO: assicurati che il tuo sito rispetti i principali requisiti della SEO per essere scansionabile dai motori di ricerca ed essere proposto tra i primi risultati di ricerca
  • Utilizza i social media: crea dei post che reindirizzino gli utenti sul tuo sito come delle anteprime di contenuti a cui poi allegherai il link del sito, usa call to action convincenti oppure lancia un concorso speciale in cui per partecipare bisogna iscriversi sul tuo sito.

Una volta che avrai collezionato una buona quantità di utenti, potrai fare attività di remarketing o utilizzare gli iscritti per una campagna di email marketing, che porti il lead a una maggiore consapevolezza del tuo brand e quindi direttamente alla conversione finale.

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GESPY | Il metodo rivoluzionario per creare vacanze stress-free
Risate nel dietro le quinte del settore più bello del mondo
In un momento in cui ci sentiamo tutti chef stellati o direttori di albergo grazie ai programmi televisivi, questo libro si presenta come una interessante e veritiera spaccatura. Tra un sorriso e l’altro che questa lettura regala si viaggia. Si viaggia nel tempo e si conosce cosa c’è dietro le quinte di quel mondo fatto di sorrisi e sacrifici che è il meraviglioso mondo dell’accoglienza. Un mondo, che come dice l’autore è più un modo di essere che semplice settore in cui lavorare. Consiglio la lettura di questo libro, e la consiglio a persone come me, che lavorano nel settore da anni. Che vivono sulla pelle quello che la parola “servizio” significa. Ma soprattutto lo consiglio a chi lo vive dall’esterno perché tra gli aneddoti simpatici raccontati, si svela tanta passione, impegno e lavoro che spesso si da per scontato.

Queste le parole di un lettore per descrivere GESPY – La geometria dell’Hospitality, scritto da Dario Ghiglione, imprenditore, geometra e host di una struttura ricettiva in continua evoluzione.

Un viaggio, insomma, in uno dei settori più penalizzati dagli ultimi 2 anni, ma che ha saputo rinnovarsi e re-inventarsi in risposta alle nuove esigenze. Sì, perché l’hospitality è in continua evoluzione e chi viaggia ha sempre più bisogno di scoprire, sentire, fare e vivere in prima persona i luoghi che visita.

Si parla sempre meno di vacanza e sempre più di esperienze, in cui al turista si offre un “pacchetto” completo, fatto non solo dei classici servizi, ma di emozioni e sensazioni da portare con sé anche dopo la fine del soggiorno.

Dario ci racconta proprio questo: come creare delle vacanze stress-free ascoltando i propri ospiti e interpretando le nuove esigenze del settore.

Tanti consigli, suggerimenti e indicazioni pratiche, frutto dell’esperienza trentennale dell’autore che desidera “contribuire alla formazione di host consapevoli del fatto che l’unica cosa che si può fare per avvicinarsi a questo impossibile livello di perfezione è fare in modo di avere una linea di ascolto sempre attiva su chi sono le persone che ci scelgono, cosa vogliono, da dove vengono, come ci hanno scelto, e – soprattutto – perché.” 

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Come trovare i migliori hashtag per i tuoi social

Hai scelto l’immagine, hai deciso il copy… e adesso? Prima di pubblicare sui social è fondamentale avere una strategia – e non solo a livello macro. È importantissimo, infatti, avere una strategia e delle linee guida anche per quanto riguarda la scelta degli hashtag. Non sceglierli MAI A CASO! Lo dico perché sono molti a seguire l’istinto.

Certo, è importante che ci siano degli hashtag riferiti al tema del post, ma questo non significa scegliere delle parole a sentimento solo perché sono le prime che ci sono venute in mente. Gli hashtag, infatti, servono a canalizzare i contenuti e a classificarli, in modo da essere trovati più facilmente dagli utenti che condividono un interesse verso il tema trattato nel post.

Per prima cosa: DOVE utilizzarli. Anche se alcuni li utilizzano ancora, su Facebook gli hashtag non servono sostanzialmente a NIENTE. A meno che tu non stia scrivendo un post su un argomento di tendenza – di solito sono tematiche di attualità – nessuno cerca o segue gli hashtag su FB. Evitali, soprattutto perché ti fanno sembrare un po’ old style.

Seconda cosa: QUANTI. Creare dei muri di hashtag è controproducente, anche perché spesso l’algoritmo di Instagram penalizza l’utilizzo eccessivo. Scegline al massimo una quindicina e punta soprattutto sulla qualità e l’originalità di ciò che posti.

Come sceglierli?

  • spia la concorrenza
  • monitora i post che hanno ottenuto più successo (sia tuoi che dei competitor)
  • scopri gli hashtag utilizzati dalla tua community
  • sfrutta la barra di ricerca di Instagram per i correlati

Controllare cosa fanno i competitor fa parte del gioco. Guarda quali hashtag utilizzano, monitora i post che hanno ottenuto più risultati e prenditi un po’ di tempo sia per guardare i post dei tuoi follower, sia per utilizzare la barra di ricerca e vedere cosa ti suggerisce Instagram stesso.

Se il tuo post parla di abbigliamento da donna, puoi scrivere questo hashtag e vedere quelli correlati: pensa anche ai sinonimi, ai dettagli rappresentati e utilizza sia le parole italiane che quelle inglesi.

 Una delle regole basilari, però, rimane quella di scegliere gli hashtag in base al volume di contenuti collegati. Anche se la cosa migliore da fare sembra quella di utilizzare quelli con un volume altissimo, in realtà è proprio il CONTRARIO.

Quel numerino sotto gli hashtag nella barra di ricerca, infatti, più è alto e più contenuti gli sono collegati: la concorrenza sarà elevatissima. A meno che tu non abbia un contenuto SUPER ORIGINALE, meglio evitare i grandi numeri, perché potresti finire nel marasma di post pubblicati da milioni di utenti.

Allo stesso modo è vero il contrario. Gli hashtag a bassa densità sono cercati da pochi utenti, quindi ha poco senso utilizzarli. Come fare allora? Gli antichi romani dicevano “modus in rebus”, ovvero ci vuole la giusta misura. Evita gli hashtag con più di 1 milione di post così come quelli sotto i 100.

La formula migliore è mischiare hashtag diversi con volumi diversi: ad esempio, se scegli di inserire 15 hashtag, potresti inserirne 5 con volumi altissimi, 5 con volumi medi e 5 con volumi medio-bassi. In questo modo avrai più possibilità di finire in esplora e di intercettare un pubblico interessato ai tuoi contenuti.

Vuoi saperne di più, hai bisogno di una consulenza per il tuo brand o vorresti creare un piano editoriale per i tuoi profili social? Contattaci per tutte le info!

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I Reel arrivano anche su Facebook: ecco come sfruttarli

Dopo il grande successo di Instagram, i reel arrivano anche sul social media più utilizzato al mondo. Brevi video con una durata massima di 60 secondi a cui aggiungere stickers, porzioni di testo, musica e così via.

La cosa più interessante è l’annuncio di Meta riguardo l’intenzione di introdurre, nelle prossime settimane, nuove soluzioni per monetizzare grazie ai reel, come la possibilità di inserire banner e annunci tra un video e l’altro. Oltre a questo, molto utile per i creator, i reel sono anche un potente strumento di branding: ti permettono, infatti, di ottenere una copertura molto superiore a quella di post e storie e si possono utilizzare con diversi obiettivi.

La loro grande potenzialità è quella di aprire le porte del tuo profilo, far conoscere i tuoi contenuti e quindi aumentare anche la platea di utenti che ti seguono.

Sì, perché a differenza dei classici post, i reel su Facebook sono visibili a tutti, non solo agli amici: gli utenti avranno, quindi, la possibilità di scoprirli in base agli interessi e ai trend nella parte superiore della sezione Notizie (accanto a Storie e Stanze) o in una nuova sezione dedicata sempre alle notizie.

Cosa pubblicare? Il consiglio è quello di rimanere fedeli al proprio piano editoriale, cercando di produrre contenuti di valore che facciano sorridere o semplicemente incuriosire gli utenti. Ricordati che le persone trascorrono il tempo sui social per divertirsi/rilassarsi/distrarsi e non per essere riempiti di pubblicità o contenuti che mirano alla vendita.

Quindi cerca di essere originale, qualche reel in più non ti farà fare il pieno di conversioni, ma è un ottimo strumento da integrare in una strategia a lungo termine che mira a costruire e rafforzare il tuo brand.

In questo articolo ti abbiamo spiegato come creare un reel su Instagram, ora vediamo come farlo su Facebook. Ti basta aprire l’app e fare tap sull’icona “Reel” che si trova nell’header dell’interfaccia, sotto lo spazio per scrivere il proprio stato. Si può registrare il video in diretta grazie alla videocamera dello smartphone, oppure caricarne uno già esistente direttamente dalla galleria.

Si possono poi aggiungere tanti effetti: sottotitoli, filtri, musiche e suoni. Una volta terminato, basta selezionare la voce “Condividi”, compilare la descrizione, aggiungere gli hashtag e impostare la privacy del video, scegliendo il pubblico.

Inoltre, puoi utilizzare i Remix per affiancare il tuo reel accanto a uno già esistente e pubblicato in precedenza, puoi salvare il tuo reel nelle bozze e riprenderlo in un secondo momento. Infine, è previsto il debutto di nuovi strumenti di video clipping.

Su Instagram hanno già conquistato gli utenti di tutto il mondo, chissà se sarà così anche con i Facebook reels!

Vuoi saperne di più, hai bisogno di una consulenza per il tuo brand o vorresti creare un piano editoriale per i tuoi profili social? Contattaci per tutte le info!

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