come si fa un reel su instagram
Come si fa un Reel su Instagram: tips e tendenze

Ecco come si fa un Reel su Instagram

Avrai sentito parlare di Reel, anzi, ti sarai anche capovolto dalle risate facendo swipe up tra cani e gatti che si comportano in modo buffo, cambi d’abito alla velocità della luce e facce che si trasformano in unicorni. , hai capito bene, e la cosa che fa più ridere sono le espressioni dei bimbi che vedono i genitori trasformarsi.

Ma se hai un’attività, non è così immediato creare dei contenuti efficaci e coerenti con la tua immagine. Per questo abbiamo raccolto qui, qualche consiglio su come si fa un Reel su Instagram. 👇

Vai sul profilo Instagram della tua attività, clicca sul + e seleziona “Reel”. Puoi caricare dei video dalla galleria oppure registrare direttamente. Il segreto sta in un montaggio molto veloce, aggiungendo più video uno dopo l’altro, magari aumentando la velocità e giocando con gli effetti speciali, le musiche e le note audio.

Se carichi dei video dalla galleria del tuo Smartphone, puoi modificarli come preferisci, tagliarli, dividerli e così via: la creatività è una cosa imprescindibile per creare un Reel su Instagram.

Se invece ami i contenuti più instant, puoi accendere la videocamera e registrare direttamente: ci sono tantissimi effetti speciali che trasformano il tuo viso, cambiano i colori, lo sfondo etc: non c’è limite alla fantasia!

Ma arriviamo al succo. Un Reel molto utilizzato è quello del prima e dopo. Molto in voga sia nel settore del food che degli e-commerce, si tratta di mostrare, ad esempio, prima gli ingredienti di una ricetta e poi il risultato ottenuto. Ovviamente, tutto molto veloce e con l’effetto: ET VOILA’!

Anche cambiare outfit va molto di moda. Indossare un vestito rosso, piegarsi in avanti, rialzarsi e poof: ora indossi un abito blu e le scarpe bianche. E sai come si fa? Accostando due video uno dopo l’altro, e unendoli nell’esatto momento in cui il soggetto si trova più o meno nella stessa posizione. Facile, vero?

Un altro Reel che ottiene molte visualizzazioni è quello che mostra le fasi di realizzazione di un prodotto. Se hai una gioielleria, ad esempio, puoi fare dei brevi video che ritraggono diversi momenti della produzione e della lavorazione di un gioiello particolare e accostarli uno dopo l’altro, magari con una canzone che ne esalti i movimenti. In questo modo mostrerai dei retroscena del tuo lavoro e renderai l’utente partecipe, creando un legame più stretto con il brand.

Se invece stai per lanciare un nuovo prodotto… beh, non c’è miglior modo che annunciarlo con un Reel! Fai delle inquadrature particolari che mostrino solo alcuni lati, senza svelare troppo, ovviamente, e crea un conto alla rovescia – conosci la canzone the final countdown degli Europe?

Dai dei consigli. Non preoccuparti. Non c’è bisogno di fare lunghi monologhi davanti alla telecamera. Ricorda che i Reel durano pochi secondi, quindi puoi mostrare semplicemente alcune cose e aggiungere dei sottotitoli. Ovviamente parliamo di cose semplici, per le cose complesse esistono altri strumenti, come i blog e i tutorial.

Per il fatto di essere molto immediati e, anche molto veloci, i Reel sono un contenuto perfetto per colpire l’attenzione di potenziali clienti. Le persone, in qualsiasi momento della giornata in cui vogliono rilassarsi, cliccano sulla simpatica iconcina dei Reel e iniziano a guardare, oppure fanno una ricerca nella sezione esplora e guardano i reel – e i post – sugli argomenti che a loro interessano di più. Ma la caratteristica dei Reel rimane quella: essere una finestra sulla vita reale delle persone, in particolare sui momenti buffi e spensierati.

Del resto, ammettiamolo. Anche noi stiamo sui social per divertirci o rilassarci. Di certo non siamo lì per cercare prodotti o guardare la pubblicità delle aziende. E proprio per questo, chi ha un’attività e vuole sfruttare i social, deve creare contenuti che si mimetizzino nel feed, che umanizzino il brand e ne facciano vedere i lati più quotidiani.

Quindi, è ora di mettersi alla prova! Se poi hai bisogno di un aiuto, ci siamo noi! 😉 Un team giovane e dinamico, super aggiornato e soprattutto, SUPER MOTIVATO! ☺️

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facebook vs google
Facebook vs Google: quale ti fa guadagnare di più?

Facebook vs Google: chi vince?

Ardua scelta, quella di Facebook vs Google. Un vero dilemma amletico a cui oggi cercheremo di dare una risposta, per orientarti al meglio nello strano mondo dell’advertising. Ora, sappiamo che entrambi gli strumenti, seppur profondamente diversi, sono i più amati dagli utenti del web.

Big G è il motore di ricerca più utilizzato in Europa e il social network di Zuckerberg conta più di un miliardo di utenti attivi ogni giorno. Quindi, il pubblico c’è e le opportunità sono infinitamente grandi, ma come fare a scegliere a quale strumento affidarti per la tua attività?

Prima di tutto: strumenti diversi, obiettivi e strategie opposti. Facebook è un social network e come tale va a intercettare un pubblico che possiamo definire freddo, nel senso che non sta effettivamente cercando i tuoi prodotti e si trova sul social per altri – e disparati – motivi. Google, al contrario, intercetta i target caldi, quelli che effettuano una ricerca – digitando delle parole chiave – di prodotti o servizi come i tuoi.

Va da sé che, a seconda di quali sono i tuoi obiettivi – e la tipologia di prodotti o servizi che vendi – sceglierai lo strumento che meglio ti permette di raggiungerli in breve tempo e con un budget ridotto.

Facebook: pro e contro

✅ Segmentazione dettagliata: puoi impostare un target molto specifico, scegliendo interessi, comportamenti e dati demografici. Puoi inoltre intercettare i pubblici simili e raggiungere gli utenti che hanno interagito con il tuo sito web o altri contenuti, scegliendo diversi intervalli di tempo.

✅ Grande impatto visivo: se sei una persona creativa, Facebook è il posto giusto per te. Puoi creare tante tipologie di inserzione e scegliere diversi contenuti a seconda della tua attività. Immagini, video, caroselli e addirittura i bellissimi Canvas e gli annunci dinamici, in cui puoi personalizzare sfondo, titoli ed etichette speciali a seconda dei periodi.

✅ Costi bassi: puoi intercettare un pubblico vasto in tempi rapidi e costi per clic piuttosto bassi.

❌ Meno conversioni dirette: l’utente si trova nella fase iniziale o addirittura potenziale del customer journey, quindi è molto più difficile ottenere conversioni dirette. Dipende qual è il tuo obiettivo, ma sicuramente Facebook è più adatto a strategie di brand awareness o lead generation.

❌ B2C: proprio per la sua natura di social media, la maggior parte degli utenti sono consumatori finali, per cui se hai un mercato B2B, Facebook non è lo strumento adatto a te.

Google: pro e contro

✅ Segue l’intenzione di ricerca dell’utente: l’utente che viene intercettato su Google è in una fase più avanzata del suo processo di acquisto, rispetto a Facebook. Su big G, infatti, conosce già la sua necessità e sta proprio effettuando una ricerca per trovare quei prodotti e quei servizi, magari proprio i TUOI.

✅ Premia la qualità: l’algoritmo di Google presta molta attenzione ai contenuti e più questi sono coerenti con le esigenze degli utenti, più verranno resi visibili tra i primi risultati.

✅ Pubblico immenso: Google ha un pubblico enorme, sparso in tutto il mondo.

❌ Costi: a seconda del tuo settore di riferimento, i costi per le campagne possono essere molto elevati e cambiare costantemente.

❌ Fantasia più limitata: i formati disponibili per gli annunci sono più standard e meno creativi rispetto a Facebook.

Ok, ok. Facciamo chiarezza. 😁

Se hai un brand forte sul mercato e vuoi generare vendite dirette e aumentare le conversioni, allora Google è sicuramente lo strumento migliore, anche se con costi superiori, ne vale la pena. Al contrario, ti conviene investire su Facebook per aumentare la tua brand awareness, per far conoscere la tua nuova attività – o prodotto – e generare nuovi lead.

In realtà, la COSA MIGLIORE è utilizzarli entrambi, specialmente in termini di visibilità. Non servono grandi budget, niente paura. Basta impostare la strategia giusta, per questo ci siamo noi! 😉 Un team giovane e dinamico, super aggiornato e soprattutto, SUPER MOTIVATO! ☺️

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Digital Marketing: come scegliere il target giusto e non sprecare il budget

Quando il target è quello giusto, il Digital Marketing funziona

E se ti dicessimo che scegliere il target giusto ti fa risparmiare tempo, energie e soldi? Sì, hai capito bene. I cari vecchi tempi del “facciamo uno spot e mandiamolo a tutti, nella speranza di beccare le persone giuste“, sono ormai andati.

Tralasciando pro e contro, grazie al digital marketing, ai social media e al big Google, il modo di fare pubblicità è completamente cambiato. Possiamo vederla così: prima i contenuti venivano sparati indistintamente contro la folla.

Oggi invece, si prende bene la mira, si calibra la pistola, si scelgono bene le munizioni e, prima di premere il grilletto, ci si pensa bene. Insomma, non vogliamo deluderti, ma non potrai più essere come lui! 👇

Questo vuol dire che dall’impostazione della strategia fino all’effettiva pubblicazione dei contenuti, ogni dettaglio è calibrato su un target specifico, basato su caratteristiche demografiche, interessi e preferenze.

Grazie ai dati e alle funzioni dei social media, dei siti e dei motori di ricerca, infatti, possiamo conoscere meglio il nostro pubblico e creare dei messaggi specifici e delle offerte personalizzate. In questo modo, il pubblico a cui ci rivolgiamo è più ristretto e questo vuol dire anche minor investimento in termini di soldi.

Ma come si fa a capire qual è il nostro target ideale? Prima di tutto, se hai un’attività di qualsiasi tipo, avrai anche un’idea di chi usufruisce dei tuoi servizi o compra i tuoi prodotti.

Se hai un negozio di scarpe da donna in centro a Rimini, difficilmente parlerai a un pubblico maschile che abita a Bologna. La tua strategia si baserà, invece, su contenuti pensati per un pubblico prettamente femminile, di una certa fascia d’età, di reddito e di interessi.

Ecco che abbiamo già delineato alcuni aspetti fondamentali del target.

Prima di tutto, dove vivono i tuoi potenziali clienti? Sono uomini o donne? Quanti anni hanno e quali sono i loro interessi e le abitudini di acquisto? Queste sono domande fondamentali a cui rispondere per avere un’idea corretta del proprio target.

Del resto, parlare a donne invece che a uomini o ad adolescenti invece che a persone adulte, richiede diversi contenuti, ma anche un tono di voce completamente diverso.

Ricordati che il target si divide sempre in due tipologie: target caldo e freddo. Quello caldo comprende i tuoi clienti, quelli che ti conoscono già o hanno già acquistato. Al contrario, il target freddo comprende i potenziali clienti, persone che non ti conoscono e che vanno attivate tramite una strategia mirata e contenuti costruiti ad hoc.

Oltre a questa distinzione, è utile considerare anche gli strumenti con cui si vogliono raggiungere gli utenti. Ogni strumento, infatti, ha le sue peculiarità e richiede contenuti differenti in base alle abitudini e alle caratteristiche delle persone che lo utilizzano.

Vuoi raggiungere un target caldo che ti conosce e che ha già visitato, o addirittura acquistato, sul tuo sito? Una strategia di re-marketing sui social media potrebbe essere quella giusta. Se invece, vuoi far conoscere la tua azienda a chi cerca servizi come i tuoi online, potresti pensare ad una campagna Google Ads, in modo da comparire con annunci specifici nella pagina dei risultati di ricerca o in determinati siti.

Tieni conto anche del genere e dell’età del tuo target. I giovanissimi preferiscono i nuovi social come Instagram e Tik-Tok, mentre le altre generazioni trascorrono molto tempo su Facebook.

Facciamo un esempio. Prendiamo il tuo negozio di scarpe da donna. Il tuo target è sicuramente di sesso femminile, ma quali sono le altre caratteristiche? Se vendi scarpe molto alla moda, con tacchi alti e parecchio costose, il tuo target potrebbe essere di un’età compresa tra i 28 e i 55 anni.

Potrebbero essere donne che seguono la moda e le ultime tendenze, che amano cercare scarpe online e sui social, e hanno un reddito di fascia medio-alta.

Osserva, fai domande, e utilizza tutti gli strumenti a tua disposizione: sono infiniti! Anche i social media sono un tesoro di informazioni, leggi i commenti, guarda cosa piace alle persone, raccogli opinioni tramite le stories su Instagram o semplicemente con un breve questionario nel tuo negozio.

Se scegli con cura contenuti mirati al tuo target, infatti, ottieni risultati e risparmi soldi ed energie! Se hai bisogno di una consulenza, noi siamo qui per te… un team giovane e dinamico, super aggiornato e soprattutto, SUPER MOTIVATO! ☺️

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carrelli abbandonati
Come convertire il carrello abbandonato in vendite per il tuo e-commerce

Carrello abbandonato? Niente paura!

Spesso i clienti aggiungono tanti prodotti nel carrello, e tu stai già esultando al solo pensiero di vedere aumentare vendite e conversioni sul tuo e-commerce. Ma poi, POOF, per qualche strana e misteriosa ragione cambiano idea, escono dal sito e il carrello rimane lì, immobile, abbandonato al suo destino.

Ma esistono delle soluzioni per trasformare il carrello abbandonato in vendite per il tuo shop online. Una di queste è l’Email Marketing, che ti permette di recuperare fino al 14% di vendite perse.

Una buona strategia prevede l’invio di una mail di promemoria, dopo solo un’ora dall’abbandono del carrello. Gli utenti abbandonano il carrello per svariati motivi, dagli imprevisti, alla scelta dettata dal prezzo troppo alto o dall’indecisione.

Spesso poi, succede che si distraggono, magari sono ancora al lavoro, o qualcosa ha attirato la loro attenzione sul web, dove ogni marketer combatte con centinaia di migliaia di stimoli ogni giorno.

L’obiettivo è proprio quello di RICORDARE all’utente che cosa stava facendo, che era interessato a dei prodotti sul tuo sito e che ha lasciato l’acquisto a metà.

È molto importante creare una mail mirata e accattivante, con le immagini dei prodotti lasciati nel carrello e con un oggetto originale, che ricordi all’utente che ha dimenticato qualcosa di importante. Alcuni esempi potrebbero essere: “Il tuo carrello piange da un po’”, “Spero che tornerai a prendermi” oppure “Il tuo wi-fi è ok? Non preoccuparti, il tuo carrello è ancora qui”.

Usa un copy che abbia come obiettivo quello di convincere l’utente a tornare sui suoi passi e non perdere quell’acquisto così importante. Una strategia che puoi utilizzare è quella della scarsità. “Ultimi pezzi rimasti” o “Gli articoli che hai scelto sono limitati, torna al tuo carrello”.

In questo modo, chi pensava “sì ok, ho tempo, tornerò ad acquistarlo tra qualche giorno”, sarà più propenso a concludere l’acquisto. E’ dimostrato, infatti, che quando temiamo che qualcosa che vogliamo acquistare stia per terminare, sentiamo un maggior bisogno di assicurarcelo.

Altro fattore determinante è il TEMPISMO. Spedire la newsletter promemoria entro un’ora, aumenta la possibilità di conclusione dell’acquisto del 16%. Non è detto, però, che la prima mail funzioni, quindi preparati a creare un work flow di massimo 3 newsletter.

Per convincere l’utente ad acquistare, puoi anche offrire degli sconti, la spedizione gratis oppure dei coupon da utilizzare sui prossimi acquisti. Attenzione però, non usare subito questa strategia, ma prendila in considerazione solo nella seconda o terza mail, in modo da non perdere troppo margine sulle vendite.

Non fare email troppo lunghe – se vuoi qualche consiglio, leggi questo articolo: Email Marketing che funziona – e inserisci una CALL TO ACTION ben visibile, con colori che colpiscano lo sguardo e un copy come “torna al tuo shopping” o “recupera il tuo carrello”.

Un’altra soluzione, molto efficace, è quella di utilizzare il remarketing. Puoi raggiungere gli utenti che hanno lasciato il carrello abbandonato sia sui social media, sia sui motori di ricerca o mentre visitano altri siti web.

Il concetto è lo stesso: ricordare all’utente il carrello abbandonato e convincerlo a procedere all’acquisto. In questo modo, lo raggiungerai un po’ dappertutto, ma attenzione a non esagerare. Scegli gli strumenti giusti in base al tuo target.

Se i tuoi clienti passano molto tempo su Instagram, puoi prendere in considerazione di fare una campagna di remarketing basata solo sulle stories o sui reels, mentre se navigano molto online, puoi pensare a una campagna display su Google.

Insomma, se il tuo tasso di carrelli abbandonati aumenta, niente paura: tutto si trasforma e niente si distrugge. Scrivi al nostro team, saremo felici di aiutarti a trovare la strategia giusta per la tua attività!

 

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pagina facebook
5 modi per gestire una pagina Facebook di successo

Ti chiedi spesso come migliorare la tua pagina Facebook? Ecco 5 modi per renderla efficace!

Ormai i social fanno parte di noi e, soprattutto se hai un’attività, la tua presenza su Facebook è davvero importante, se non di VITALE IMPORTANZA. Sempre più persone infatti, scelgono di effettuare acquisti grazie ai social media, e in particolare in base all’opinione degli altri utenti.

Ma curare una pagina Facebook non è così semplice, soprattutto se si vogliono ottenere dei risultati per la propria attività. Ci vuole tempo, bisogna farsi venire le idee giuste e bisogna pianificare, controllare e seguire i risultati costantemente. Per questo ho creato una breve guida in 5 punti, per aiutarti a gestire al meglio la tua pagina Facebook, aumentare i like e i potenziali clienti. Vediamo insieme quali sono. 👇

1.Immagine del profilo e copertina

Sono le prime cose che le persone vedono e devono rappresentare al meglio la tua attività. Come immagine del profilo, carica il tuo logo e fai in modo che sia ben visibile: è importante che il tuo brand sia riconoscibile. Un consiglio, se non ce l’hai ancora, scegli un logo semplice che comunichi l’essenza della tua attività e che sia facilmente memorizzabile.

Hai presente quando ti ritrovi a canticchiare quel jingle di una pubblicità che hai visto alla tv? Con il tuo logo – e in generale con il tuo brand – devi fare esattamente così: entrare nella testa dei potenziali clienti.

Stesso discorso per l’immagine di copertina, scegli una foto di alta qualità – anche un carosello è un’ottima idea – e ricordati di cambiarla ogni tanto, a seconda del periodo dell’anno, dei saldi o di eventi importanti. Mi raccomando, controlla sempre anche da mobile, le persone accedono ai social principalmente dal loro smartphone.

2.Pulsante di invito all’azione

Oltre ad entrare nella testa delle persone, diciamolo, bisogna un po’ spronarle a compiere l’azione che vogliamo. Aggiungi un pulsante in alto a destra, proprio sotto la copertina, con l’azione che vuoi compiano i tuoi follower. Non preoccuparti, il pulsante c’è già, basta solo configurarlo e aggiungere l’eventuale link al tuo sito, il numero di telefono della tua attività e così via.

In questo modo, ogni volta che un utente atterra sulla tua pagina Facebook, avrà una visione completa di chi sei, di cosa fai e di come contattarti. Ottimo direi, no credi? 😉

3.Contenuti originali

Lo so, questa è la parte più complicata, perché richiede tempo ed energie. Ma è anche quella che ti regala più soddisfazioni, soprattutto quando ottieni dei risultati incoraggianti. Tutti creano contenuti sui social, e l’ostacolo da superare è proprio la montagna di post, immagini, testi e video da cui sono distratti gli utenti. L’imperativo quindi, è: sii originale.

Prima di tutto, imposta una strategia. Quali obiettivi vuoi raggiungere? Più like alla pagina? Più interazione ai post? Secondo passo è quello di pianificare: stila un piano editoriale e una volta scelta la tipologia di contenuti, organizzali in un calendario editoriale, su base mensile o trimestrale, a seconda della tua attività.

Prediligi immagini efficaci – che non vuol dire necessariamente belle – e non scrivere post troppo lunghi. Le persone tendono a scorrere il feed, non si fermano mai più di qualche minuto su un contenuto – o addirittura qualche secondo – se questo non cattura la loro attenzione.

Questo compito spetta proprio all’immagine, dopo di ché il testimone passa al testo. Sii chiaro, evita i muri di parole, dai spazio alle frasi e usa le emoji, che aiutano a colorare il copy e a dargli un tono.

Altra cosa. Non postare troppo spesso, rischieresti di stare troppo.. come si dice?

Dai una cadenza costante alle tue pubblicazioni, pubblica da un minimo di 2 post alla settimana a un massimo di 7.

4.Sii presente

L’errore che facciamo, spesso per mancanza di tempo, è lasciare incustodita la nostra pagina Facebook. Il compito della tua pagina è quello di creare un legame con i tuoi follower – che possono trasformarsi, o sono già clienti. Le persone vogliono interagire, non solo chiedere informazioni, ma condividere opinioni, emozioni e sentirsi parte della narrazione.

Rispondi ai commenti – se ne hai centinaia, non ti chiedo di rispondere a tutti ovviamente 😉 – sii gentile e disponibile, usa un tono amichevole e chiama per nome i tuoi follower: vedrai che apprezzeranno di essere trattati in modo speciale, e non come semplici acquirenti.

5.Promuovi i post

Lo ammetto, ho lasciato la brutta notizia per ultima. Facebook vive di pubblicità e purtroppo, l’algoritmo favorisce principalmente i contenuti sponsorizzati rispetto a quelli organici. Valuta di investire un budget per creare delle inserzioni e pubblicizzare i tuoi post. Non servono grandi cifre, vedrai quante persone puoi raggiungere con pochi euro!

Se poi hai bisogno di qualcuno che ti aiuti nella gestione della tua pagina, noi siamo qui, siamo un team giovane e dinamico e lo ammettiamo… Creare valore è la nostra passione! 

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email marketing efficace
Email Marketing: 7 errori da evitare nelle tue newsletter

Email Marketing da evitare: i 7 errori più comuni

A volte gli errori più disastrosi sono quelli più banali, proprio perché li diamo per scontati. Tendiamo a scervellarci con quei dettagli più complicati, quando le cose più importanti ci passano proprio sotto gli occhi.

Succede anche nell’email marketing, dove spesso, commettiamo degli errori che possono avere un impatto davvero negativo sulle nostre campagne presenti e future. E allora meglio evitarli no? Vediamo insieme quali sono.

Database non aggiornato

Avere un database curato e aggiornato è fondamentale. E’ superata ormai, la pratica di mandare una valangaletteralmente – di newsletter a tutte le liste del proprio database. Differenziare, segmentare, tenere vivo l’interesse: è importante inviare il messaggio giusto al target giusto.

Se per il tuo hotel vuoi promuovere un’offerta speciale per le coppie, non ha senso mandare quella newsletter anche alle famiglie con figli. Tu dirai – ma tanto cosa cambia, al massimo non la apriranno. E’ PROPRIO QUESTO IL PUNTO. Nel lungo periodo, questa pratica danneggia le performance dei tuoi invii e la tua deliverability. I contatti non interessati potrebbero segnalarti come spam e nel tempo vedresti un grave peggioramento della reputazione del tuo brand.

Prediligi la qualità, non la quantità. Inoltre, sulla maggior parte delle piattaforme di email marketing, esistono i gruppi, i filtri e altri strumenti che ti permettono di segmentare la tua audience. Fanne buon uso, il tuo database è come il famoso Anello. 👇

Oggetto e pre-header non ottimizzati

Spesso, chi si occupa di email marketing, passa anche ore a decidere quale oggetto utilizzare nelle proprie campagne. Sì, perché sono l’oggetto e il pre-header a determinare, nella maggior parte dei casi, l’apertura della newsletter.

L’oggetto, in particolare, è di vitale importanza perché il suo obiettivo è quello di catturare l’attenzione e generare curiosità. Scegli con cura le parole, aiutati con le emoji e sii breve: l’oggetto non dovrebbe superare i 30 caratteri, mentre il pre-header dovrebbe rimanere entro i 150.

Muri di testo

Leggere su uno schermo è completamente diverso dalla lettura su carta. Evita i famosi muri di testo e metti lo spazio tra i paragrafi, usa gli elenchi puntati, i grassetti e le emoji. E’ importante che il testo sia chiaro e semplice, sia dal punto di vista della scrittura che da quello della disposizione visiva. Nessuno ha voglia di leggere i Promessi Sposi sul proprio Smartphone. 🤭

Ricorda che circa il 43% delle email è aperta da mobile, quindi controlla sempre che la tua newsletter sia responsive, che i bottoni mantengano le proporzioni e che il testo non viaggi da solo nello spazio bianco dello schermo.

Mittente non riconoscibile

Se non vuoi finire subito nel cestino o – ancor peggio – nello spam, ricorda di inviare le tue email da un mittente ben riconoscibile. Usa il nome della tua attività e del tuo dominio, gli utenti tendono ad aprire solo le email di un brand o un’attività che riconoscono e di cui si fidano.

Link e numeri scorretti

Controlla, controlla SEMPRE! Errare è umano, perseverare è diabolico! Prima di schedulare la tua campagna, invia la tua newsletter alla tua casella di posta e a quella dei tuoi colleghi, e fai dei test. Controlla che ogni link atterri sulla pagina giusta e che l’eventuale numero di telefono sia corretto e funzioni.

Inviare delle newsletter in cui le call to action non funzionano, non solo ti fa perdere tempo, ma rischia di danneggiare la reputazione del tuo brand. Quindi, OCCHIO!

Call to action fantasma

Ripetiamolo insieme. L’obiettivo delle newsletter è quello di ottenere conversioni. E allora perché mettiamo il pulsante con la call to action ALLA FINE? 🤦‍♀️

Le CTA devono essere ben visibili, magari ripetile più volte nel testo, ma l’utente deve vederle il prima possibile. Perché vogliamo che ci clicchi, giusto? Usa colori accesi che catturino lo sguardo e prediligi testi accattivanti, invece dei soliti “richiedi preventivo” e “clicca qui”: usa la creatività.

Alcune newsletter realizzate per i nostri clienti. 👇

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